Abbiamo allestito due presepi. Nel primo manca Gesù, perché non può nascere in un mondo che non accoglie. Nel secondo ci sono prostitute e barboni che, come Giuseppe e Maria, cercano un angolo di mondo dove sopravvivere».
Don Zappolini, parroco di Lari (Pisa), Ansa 23 dicembre

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domenica 3 agosto 2008

Finanziaria pesantissima per la Toscana

01/08/08
"La manovra finanziaria approvata oggi al Senato avrà ripercussioni pesantissime in Toscana su settori strategici quali la cultura, la formazione e l'ambiente". E' il commento del senatore Andrea Marcucci (PD) sull'approvazione del decreto legge "Tremonti" a Palazzo Madama".

Per una regione che vive di turismo e che nel mondo è sinonimo di cultura, i tagli operati nel settore rischiano di produrre un danno enorme –spiega Marcucci- perchè si avranno seri problemi a tenere aperti musei e monumenti e a finanziare attività culturali"

Secondo il senatore "anche sulla scuola, la Toscana paga alla manovra triennale un prezzo oneroso, dal 2009 ci saranno nella nostra regione 5791 posti di lavoro in meno".

Per quanto riguarda l'ambiente invece " pesa la cancellazione del fondo di 45 milioni di euro per la tutela del paesaggio e la soppressione dei finanziamenti per 12 comunità montane su 14, con inevitabili conseguenze sulle attività dei piccoli Comuni e su servizi fondamentali per residenti in aree disagiate della Toscana

Comunità montane: la mano pesante del governo

Di seguito l'articolo de Il quotidiano Il Tirreno, pagine della Toscana, del 31 luglio

FIRENZE. Ieri (fino a un mese fa, per capirci) le comunità montane in Toscana erano venti. Oggi, dopo l’approvazione a fine giugno della legge di riordino della Regione Toscana, sono quattordici (sei in meno). Domani, se verrà approvata la Finanziaria del governo Berlusconi, rischiano di rimanerne solo due: la Garfagnana e l’Appenino pistoiese. Addio comunità montane, tanto criticate (per gli eccessi), ma anche amate e strenuamente difese dai sindaci della montagna?
«Sì, il pericolo è concreto. Infatti la manovra finanziaria, approvata alla Camera e ora al vaglio del Senato, di fatto cancella le Comunità montane della Toscana», è l’allarme lanciato dal senatore del Pd Andrea Marcucci. Che aggiunge: «Si crea un danno enorme ai piccoli comuni e ai servizi ai cittadini. Le Comunità montane infatti in molte zone della nostra regione gestiscono attività fondamentali per i residenti».
La proposta di Tremonti. Tutto è partito dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che un mese fa ha proposto di chiudere i battenti delle comunità montane, giudicate enti inutili e spreconi. Meglio risparmiare, trasferendo a Comuni e Province i servizi oggi svolti dalle Comunità montane, ha proposto il ministro. Proposta che non è passata: troppo pesante anche per il Pdl. Così è stata trovata una soluzione più soft: niente cancellazione di imperio, ma assegnazione dei fondi statali solo a quelle Comunità montane che presentano un’altitudine media di 750 metri. Una sorta di forca caudina, sotto la quale in Toscana passano solo due comunità montane.
Morte lenta. Questo è quanto prevede la Finanziaria del governo approvata alla Camera. Ora il testo passerà al Senato. Da qui l’allarme di Marcucci, senatore, e dell’Uncem, l’unione delle comunità montane, perché la Finanziaria possa essere rivista. Ma le speranze sono ridotte al lumicino perché il governo probabilmente metterà il voto di fiducia. Il presidente dell’Uncem Toscana Oreste Giurlani ha espresso un giudizio «fortemente critico e preoccupato: «Tagliandoci i finanziamenti si rischia di far morire le Comunità montane di morte lenta». Non solo, per Giurlani il taglio indiscriminato delle Comunità montane «provocherebbe sul territorio effetti devastanti per servizi essenziali, determinando il dissesto e la loro chiusura».
Piccoli comuni in crisi. Giurlani, che è sindaco di Fabbriche di Vallico, 700 anime, aggiunge che la chiusura delle Comunità montane avrà effetti negativi anche per i piccoli Comuni: «Il mio ha affidato venti funzioni, dai vigili urbani ai trasporti, alla Comunità montana della Media Valle del Serchio. Se questa viene cancellata, come farò io con cinque dipendenti ad assicurare i servizi comunali?».
Gusci vuoti. L’assessore alle riforme della regione Toscana Agostino Fragai spiega che in realtà le 14 comunità montane non verranno tagliate: «Lo Stato ne finanzierà solo due. Il che vuol dire che le altre possono rimanere in piedi, ma dovranno arrangiarsi. E’ chiaro che il governo non chiude le Comunità montane, ma le mette in condizioni di crisi e, in alcuni casi, di quasi agonia».Bisogna considerare infatti che attualmente per quanto riguarda le spese correnti (personale, edifici, bollette ecc.) l’80% dei soldi arriva alle Comunità montane dalla Regione e solo il 20% dallo Stato. «Ma è sufficiente anche una cifra così ridotta per mettere in crisi la gestione di una comunità montana», conclude Fragai.

giovedì 24 luglio 2008

Marcucci incontra presidente Comunità Montane

Incontro propositivo tra il senatore Andrea Marcucci ed il presidente di Uncem Toscana, Oreste Giurlani, per un esame della situazione delle Comunità montane, alla luce delle recenti decisioni del Governo nazionale.L’Uncem ha fornito al senatore Marcucci un pro-memoria su tutta la vicenda che servirà da guida per predisporre un emendamento alla manovra quando questa arriverà in Senato.

Marcucci, che vive in Garfagnana e quindi conosce bene le esigenze della montagna, si è impegnato anche a coordinare i senatori eletti in Toscana per fare fronte comune al momento del dibattito in Aula a Palazzo Madama.

“Non c’è dubbio - ha dichiarato Giurlani - che occorra un intervento correttivo decisivo per evitare che il taglio al fondo ordinario delle Comunità montane possa portare disastrose conseguenze sui bilanci dei comuni, in particolare di quelli che possono avere servizi per i cittadini solo grazie alle funzioni associate. Infatti, il taglio previsto nella manovra danneggerebbe direttamente i comuni montani”.

martedì 22 luglio 2008

Il Governo: tagli di 1000 commissariati e 7000 agenti

Manciulli (PD): "Le proteste delle forze di Polizia gettano via la maschera a questo Governo:dalle promesse di maggior sicurezza si passa ai tagli di 1000 commissariati e 7000 agenti in meno"
Firenze 17 luglio 2008 - "La mobilitazione e le proteste delle forze di polizia e delle forze armate fa capire ancora una volta quanto questo Governo sia poco credibile: promettono città più sicure e maggiore tutela dei cittadini e poi vengono decisi tagli di miliardi di euro per tutto il comparto mettendo a serio rischio anche la normale amministrazione o la semplice presenza sul territorio" così si esprime Andrea Manciulli, segretario regionale del Partito Democratico della Toscana che questa mattina ha preso parte al presidio davanti alla Prefettura di Firenze indetto dai rappresentanti sindacali delle forze di polizia e delle forze armate. "Non è pensabile - prosegue Manciulli - rispondere al paese che chiede maggior sicurezza con dei tagli che impediranno perfino l'acquisto delle munizioni o il carburante per i mezzi di servizio. È anzi necessario - conclude l'esponente Pd - riconoscere e valorizzare il lavoro che viene svolto tutti i giorni per 24 ore al giorno impegnando nuove risorse per il miglioramento delle loro condizioni lavorative e le giuste gratificazioni economiche"